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L’Istituto Statale D’Arte Fulvio Muzi dell’Aquila dopo il sisma del 2009

Video realizzato dagli studenti del 5°B e 5°C 2012/13 dell’Istituto Statale D’Arte Fulvio Muzi dell’Aquila.

Attori Abbomerato Alessia
Bafile Roberto
Centi Claudia
Dioletta Sara
Fiordigigli Federico
Giovannone Stefano
Ianni Marcello
Manetta Lorenzo
Moroni Irene
Panepucci Martina
Samoila Delia
Comparse Ianni Tania
Riprese e montaggio Dioletta Sara

di Sergio Nannicola

Ho vagato molto nel vuoto di questa città in questi anni ma non avevo ancora mai visto le condizioni reali dell’I.S.A Istituto Statale D’Arte Fulvio Muzi dell’Aquila dopo il sisma del 2009.

Grazie al video/documento/denuncia di questi straordinari ragazzi ora so cosa è passato di là, in realtà una sorta di disastro annunciato anche quello, visto che negli anni ’70 si costruì la scuola su un terreno poco adatto, sul quale c’erano e ci sono ancora sorgenti d’acqua attive ed affioranti. Ricordo da studente che già i primi anni dopo l’apertura, l’ala riservata ai laboratori ebbe un assestamento (che aveva tutta l’aria di uno sprofondamento) alquanto anomalo, successivamente si verificarono anche enormi rigonfiamenti dei pavimenti di gres negli stessi laboratori, che si alzarono da terra per almeno un metro e mezzo.

Oggi, l’immagine di quella triste struttura dall’aspetto di un reperto industriale abbandonato a se stesso grida vendetta. Gli studenti, ospitati mi sembra dentro l’Istituto professionale dell’Aquila (già frutto dell’accorpamento pre-sisma della direzione) non hanno più una loro sede, tutto sembra ricalcare quel copione unico che tende a cancellare l’arte e gli artisti dalla società contemporanea. Per questo occorre fare un appello a tutti, dal sindaco dell’Aquila Massimo Cialente al Presidente della Provincia Antonio Del Corvo, al nuovo direttore (Commissario) dell’Accademia di Belle arti dell’Aquila Giovanna Cassese, e a tutti coloro che hanno la possibilità di fare qualcosa affinché diano una mano e trovino una soluzione a questa vergognosa situazione.

Questo è anche il momento in cui una istituzione come quella dell’Accademia di Belle arti dell’Aquila ritrovi la forza, la voglia, la necessità e la lungimiranza di ricucire i rapporti con la sua base, ovvero quella parte di se che non è solo un potenziale bacino di utenza ma la sua sorella più piccola che ora più che mai ha bisogno di essere sostenuta nella rinascita.

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